Link di navigazione
 CasaDeiLibri

CasaDeiLibri

 Gestito da:
 LIBRI ANTICHI, LIBRI CON DEDICA AUTOGRAFA, LIBRI ESAURITI, SPARTITI MUSICALI, AUTOGRAFI, CD-ROM, CARTOLINE. TEL. LIBRERIA 010-407.38.26

Ricerca del Negozio

Categorie del Negozio

Homepage del Negozio
Mostra tutte le sottocategorie

Pagine del Negozio

  • Antartide
 

Apsley Cherry-Garrard
IL PEGGIOR VIAGGIO DEL MONDO
Ed. Rizzoli 2004
Prima edizione italiana
pagg. 775+(5)
Formato 13,5X18,5 cm. circa
cop. cart. editoriale con sovraccoperta illustrata
Stato : ottimo (nuovo)


Il peggior viaggio del mondo venne pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1922: è l'epoca del charleston, del proibizionismo, degli espatriati americani a Parigi, di "Fiesta". Nessuno, come scrive Stefano Malatesta nell'introduzione "sembrava disposto a interessarsi di nuovo a una vicenda che, per quanto eroica, si riferiva a un mondo ormai travolto dalla Grande guerra e che non sarebbe mai più tornato". Ma forse proprio per questo il libro di Apsley Cherry-Garrard, tradotto ora per la prima volta in Italia, finì per risultare superiore a ogni diario di viaggio della stagione delle grandi esplorazioni ed è considerato ancora oggi una delle testimonianze più avvincenti dell'intera letteratura di viaggio. La storia è quella del tentativo dell'inglese Robert Falcon Scott di raggiungere per primo il Polo Sud: il 17 gennaio 1912, l'esploratore è finalmente alla meta, ma il norvegese Roald Amundsen lo ha preceduto di 33 giorni e, alla cocente delusione per il mancato primato, si aggiunge un destino implacabile che riserva la morte all'eroe britannico proprio sulla via del ritorno. Cherry-Garrard, membro di una famiglia dell'aristocrazia terriera britannica, a 24 anni, dopo un'esperienza sotto le armi nella Grande guerra, era uno dei membri più giovani della spedizione di soccorso che recuperò i corpi assiderati di Scott e dei compagni dell'ultima avventura: il suo sarà un viaggio al limite delle possibilità umane, reso ancor più folle dalla deviazione compiuta nel buio dell'inverno antartico, a sessanta gradi sotto zero, per studiare i pinguini imperatore. Dalla prosa essenziale ed elegante dall'autore emergono così la sua inquieta personalità, i timori, gli scontri e le riconciliazioni con gli altri membri della spedizione che condivisero con lui un'esperienza allo stesso tempo terribile e affascinante che avrebbe inevitabilmente segnato per sempre la loro vita. Se "l'esplorazione è l'espressione più concreta della passione intellettuale e del nostro desiderio di conoscere" come scrive Cherry-Garrard, questo libro ha la capacità di fare rivivere un'epoca leggendaria in modo tanto intenso da catturarci ancora, a quasi un secolo di distanza da quei drammatici eventi.